mercoledì 15 agosto 2012

Nemesis, di Stefano Lanciotti [Recensione]


La Cina riesce a trafugare qualche campione di Genesis dai laboratori di ricerca avanzata della Future Nanotech Corporation americana. Si tratta del frutto di anni e anni di studi ai limiti della fantascienza, che hanno assicurato al professore John Liang  il Premio Nobel per la Medicina. La bio-nanotecnologia applicata alla medicina gli ha consentito di realizzare nano-macchine da iniettare nel sangue di qualsiasi individuo, capaci di essere programmate all’insorgere di patologie terminali, con lo scopo di guarirle, di ritornare inerti una volta raggiunto lo scopo, e di essere poi riprogrammate per altri fini curativi. I ricercatori cinesi sono riusciti a riprogrammare Genesis e a trasformarlo in un’arma mortale; un virus micidiale capace di uccidere un uomo in poche ore: Nemesis. L’impossibilità di riprodurre la matrice originaria sia di Genesis sia di Nemesis, convince il Dragone cinese che l’unica soluzione per potersi assicurare la supremazia del globo e scalzare finalmente il colosso americano dalla sua superiorità è rapire John Liang. La delicata operazione non potrà compiersi senza un valido alleato, lo Sceicco Nero Al Adham, grande azionista della Arab Oil, società di estrazione petrolifera araba e finanziatore della sventata operazione Phönix, che – con il supporto dell’organizzazione neonazista Feuer Jugend – si era riproposta lo scopo di distruggere Israele o comunque, nel migliore dei casi, di mettere a ferro e fuoco l’intero Medio Oriente.
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