sabato 28 gennaio 2012

Un racconto ucronico per eTales

Bianco e Nero, il racconto di Stefano Pastor nella collana della Graphe.it


Abbiamo già parlato molte volte della collana eTales, diretta dallo scrittore e giornalista Luigi Milani, e oggi siamo qui per annunciare il settimo racconto pubblicato (sempre e rigorosamente in formato elettronico), una storia ucronica dallo scrittore Stefano Pastor.


Ecco alcune righe di presentazione direttamente dal sito dell'editore:
Stefano Pastor scrive per eTales un racconto ucronico, che affronta però temi quantomai attuali, quali l’intolleranza e il razzismo. In un mondo diverso, dove i Confederati hanno vinto la guerra e governano l’America, in un tempo imprecisato a metà del secolo scorso, due schiavi in fuga, Abraham e sua madre, raggiungono l’Italia. Accolti dal parroco di un paesino, diventano ben presto un fastidio per la comunità. Il giovane Guglielmo, paralizzato su una sedia a rotelle, si trova a dover insegnare al piccolo Abraham cosa sia la libertà. Ma paura e xenofobia minacciano di distruggere per sempre il fragile rapporto che lega i due bambini.


Una storia interessante, breve e intensa, come tutte quelle pubblicate finora dalla Graphe.it, casa editrice all'avanguardia e molto interessata al nuovo mercato elettronico della narrativa. Se volete acquistare potete cliccare QUI. E una volta letto vi aspettiamo per il vostro commento. Non mancate, mi raccomando. Buona lettura.

martedì 17 gennaio 2012

In libreria "Il segno dell'untore" di Franco Forte

In uscita oggi (17 gennaio) in tutte le librerie Il segno dell'untore il nuovo romanzo di Franco Forte, autore molto apprezzato qui su OperaNarrativa.
Eclettico e presente in tutti gli ambiti della scrittura, dalla narrativa al cinema e alla televisione, Franco Forte nasce a Milano nel 1962. Giornalista,traduttore, sceneggiatore, editor delle collane edicola Mondadori (Il Giallo Mondadori, Urania e Segretissimo), è attualmente uno degli autori più pubblicati della Mondadori, grazie al gran numero di romanzi storici dati alle stampe negli ultimi anni: Roma in fiamme, I bastioni del coraggio, Carthago, La Compagnia dellaMorte, per non citare le spy-stories della serie di Stal uscite sulla collana da edicola Segretissimo. Meno recente, ma sempre interessante incursione del romanzo storico, ricordiamo anche la coppia di romanzi Il figlio del cielo e L’orda d’oro, da cui ha tratto per Mediaset uno sceneggiato tv su Gengis Khan.

Dark Side – Il guerriero della Furia — Luca Besia [Segnalazione]

“In un futuro lontanissimo, in un mondo regredito ad una sorta di età neo-medioevale pervasa da creature sovrannaturali, entità ultraterrene e poteri occulti che gli umani riescono a stento a dominare, si snodano le vicende di Ryoda, un piccolo villaggio sperduto in una terra composta di isole chiamata Yamato, ovvero, il Giappone dei giorni nostri. Qui, è custodito lo spirito di Yoma, un sanguinario demone uccisore di uomini che viene fatto oggetto delle mire di potere di Bastion, un potente sciamano guerriero che capeggia la squadra dei “Falchi delle Tenebre”, oscuri e violenti mercenari che offrono i loro servigi al migliore offerente. Bastion pone agli abitanti di Ryoda un ultimatum: cedergli lo spirito di Yoma, che egli vorrebbe fondere con il suo per accrescere la sua forza, oppure morire sotto i colpi della sua spietata soldataglia. Ryoda rifiuta nonostante il letale assalto che i Falchi di Bastion sferrano al paese durante una notte di celebrazioni religiose. Bastion dà ai coraggiosi ryodani il tempo di riflettere sulla loro scelta: concede loro quaranta giorni per farli ritornare sulla decisione che a suo dire li condurrebbe di certo alla rovina. Oltre a questo, per punirli del loro diniego e per costringerli a decidere il da farsi con maggior celerità, lo Sciamano scaglia contro il loro villaggio un terribile flagello: un gigantesco e ferocissimo demone dalle sembianze di lupo che semina morte e distruzione.

domenica 15 gennaio 2012

Addio a Carlo Fruttero

Quasi dieci anni dopo Franco Lucentini, suo grande amico e compagno di scrittura, ci lascia anche Carlo Fruttero.
Nato nel 1926, ha iniziato la sua carriera come traduttore, prima di incontrare nel 1952 Franco Lucentini con cui ha firmato una lunga e proficua serie di romanzi in genere polizieschi, come La donna della domenica e A che punto è la notte.
Fondamentale anche il suo contributo alla fantascienza, durante la direzione durata un quarto di secolo (dal 1961 al 1986) della collana da edicola Urania (Mondadori) sempre in coppia con l'inseparabile amico.
Dopo il suicidio di Lucentini, nel 2002, per diversi anni aveva abbandonato la penna, fino al 2006, quando pubblicò Donne informate sui fatti.

giovedì 12 gennaio 2012

Il Funzionario del Trofeo RiLL

Ci fa sempre piacere dare spazio agli amici del Trofeo RiLL, premio che ha fatto la storia del genere fantastico e che da molti anni ci delizia con un numero impressionante di ottimi racconti, di esordienti e autori affermati. E anche quest'anno non poteva mancare l'attesissima antologia, Il Funzionario e altri racconti e... anzi, le antologie di quest'anno sono due, quindi preparatevi a numerose letture, visto che il volume Memorie dal Futuro è già in ristampa, dopo l'ottimo successo ottenuto.

Vi lasciamo qualche riferimento per farvi andare a curiosare e nei prossimo giorni potrete leggere sempre su queste pagine la recensione dell'antologia "Il Funzionario", anche se già possiamo senza dubbio invitarvi a cercarla, sempre tramite le pagine del sito del Trofeo. Sarà un'ottima lettura, senza alcun dubbio.

Ecco qualche link che vi consigliamo:
E ancora il Bando, imperdibile per tutti gli amanti della scrittura fantastica.

Vi lasciamo nelle mani dei nostri amici RiLLini. A presto e buona lettura.

giovedì 5 gennaio 2012

Auguri a Umberto Eco

È da un po' di giorni che in rete non si parla d'altro: del compleanno di Umberto Eco, dei suoi 80 anni.E quindi oggi ne parliamo anche noi, e ne approfittiamo per fare anche da parte di OperaNarrativa siceri auguri a un vero maestro della cultura italiana, nonché abile narratore che abbiamo apprezzato a più riprese.
Pedante, a volte, fin troppo saccente, nel suo modo di manifestare tutto l'immenso pozzo delle sue conoscenze, ma a voler essere sinceri, abbiamo sempre apprezzato questa sua grandezza, questo modo molto particolare di essere dotto e non nasconderlo affatto, pur destando qualche antipatia, ogni tanto, o allontanando qualche lettore, incapace di reggere il confronto.
E in effetti avvicinarsi ai suoi romanzi non è cosa semplice, proprio perché unisce allo spunto narrativo vero e proprio quel qualcosa in più che solo lui si può permettere. Non è un caso che molti abbiano trovato ostica la lettura de Il Pendolo di Foucault. Per non parlare degli altri romanzi venuti tutti dopo il clamoroso successo del primo tentativo nel mondo della narrativa: Il nome della rosa, capolavoro conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.Lui stesso, dopotutto, ha ammesso che quel successo arrivò del tutto inaspettato, tant'è che stava per cedere i diritti di pubblicazione a un editore che tirava non più di 3000 copie. Di copie, poi, ne sono state vendute milioni. Il resto è storia.Ottanta anni, quindi, e ancora tante cose da dire, ci auguriamo, visto che non è da molto che nelle librerie fa bella mostra di sé il suo ultimo romanzo, Il cimitero di Praga.Auguri, maesto Eco.E buona scrittura, come sempre.

Il pendolo di Foucault – Umberto Eco [Recensione]


Fare una recensione su Il Pendolo di Foucault è davvero difficile. Ricordo la diffidenza dei professori di letteratura del liceo, che si arrendevano alla prima pagina, alla formula del pendolo, rinunciando a leggere un vero capolavoro della letteratura.
Difficile, divevo, perché si ha la sensazione (anzi, la certezza) di non essere proprio all’altezza.
Un libro che parla di storia, di filosofia, di religione, di informatica, di vita, di inganni, di illusioni, di… tutto, nel Pendolo di Eco c’è davvero di tutto.
E soprattutto c’è un concentrato di cultura che solo Umberto Eco poteva dispiegare in questo modo, intrecciando tutto questo a una trama avvincente e che tiene il lettore ancorato al libro fino alla fine (quello che ha detto Camon vale anche per me e per molti conoscenti che hanno letto questo capolavoro).
Un libro che può essere solo letto (nel senso che parlarne può essere riduttivo), e che a volte risulta difficile, proprio perchè Eco non tralascia nulla, gioca con la storia e con la sua immensa cultura, mettendo in difficoltà anche il lettore più colto.

Il nome della rosa – Umberto Eco [Recensione]


Recensione di Luca Di GialleonardoQuante volte avrò letto questo libro? Tre? Quattro? Nemmeno io lo so più.
Che Eco sia un maestro della letteratura italiana è ormai un fatto indiscutibile e cheIl Nome della Rosa diventerà un classico della letteratura (per me lo è già ) non penso si possa più discutere.
Quali i pregi di un’opera del genere? La grande ricostruzione storica, il dettaglio nelle descrizioni, aiutate da una piantina del monastero che permette di seguire alla perfezione ogni movimento, un giallo ottimamente costruito, digressioni filosofiche e religiose che non riescono ad annoiare nemmeno nelle scene più lunghe, giornate e capitoli scanditi dalle preghiere dei monaci e brevi introduzioni a ogni capitolo che anticipano (ma non rovinano) la lettura, da non dimenticare poi le postille in coda al libro, quasi un manuale di scrittura.
Potrei continuare per ore, ma è giusto fermarsi qui, per non rovinare la lettura a chi non ha ancora gustato questo romanzo. Tanto si è capito che è un libro da leggere, no?

martedì 3 gennaio 2012

Pretty Dead — Francesca Lia Block [Recensione]


Francesca Lia Block dà al suo romanzo introspettivo, tradotto da Clara Nubile, un titolo, “Pretty dead”, che suscita simpatia, curiosità e, pensando, inevitabilmente, alla famosissima “Pretty woman”, tanta voglia di passare subito alla lettura.

La narrazione, ammiccante, non lineare, si articola per sentimenti e sensazioni, per come Charlotte, vampiro, protagonista principale, intende e vede la realtà, i rapporti familiari, affettivi e sociali (“nessuno capisce quanto è profonda la mia solitudine”), ecc. Il vampiro adolescente, il cui comportamento rimane, com’è ovvio non in toto, di un comune mortale fino alla fine del romanzo, è consapevole del suo status, (“...ho vissuto quasi un secolo” “Spesso mi dicono che ho l’espressione incantata di qualcuno che è stato svegliato da un lungo sonno, popolato di sogni”), della “meravigliosa maledizione dell’immortalità”, della conseguente infinita solitudine, dell’eterna sofferenza.

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