Francesca Lia Block dà al suo romanzo introspettivo, tradotto da Clara
Nubile, un titolo, “Pretty dead”, che suscita simpatia, curiosità e, pensando,
inevitabilmente, alla famosissima “Pretty woman”, tanta voglia di passare
subito alla lettura.
La
narrazione, ammiccante, non lineare, si articola per sentimenti e sensazioni,
per come Charlotte, vampiro, protagonista principale, intende e vede la realtà,
i rapporti familiari, affettivi e sociali (“nessuno capisce quanto è profonda
la mia solitudine”), ecc. Il vampiro adolescente, il cui comportamento rimane,
com’è ovvio non in toto, di un comune mortale fino alla fine del romanzo, è
consapevole del suo status, (“...ho vissuto quasi un secolo” “Spesso mi dicono
che ho l’espressione incantata di qualcuno che è stato svegliato da un lungo
sonno, popolato di sogni”), della “meravigliosa maledizione dell’immortalità”,
della conseguente infinita solitudine, dell’eterna sofferenza.
Ambienti
e ambientazioni, soprattutto nella prima parte del romanzo, sono fiabeschi,
idilliaci, pur se venati dall’essenza di puro, sublime idealismo adolescenziale
(“Le adolescenti sono creature piene di potere”), dalla sensibile dolcezza di
alcuni stati d’animo, che ricordano, a volte, “Presagio triste” di Banana
Yoshimoto.
La narrazione è
quasi sempre caratterizzata dal
vorticoso andirivieni di passato, presente e invisibile futuro senza
fine di Jared, William, Emely, dai colori pastello, impreziositi d’oro e
d’argento, dal nero, della vita e delle morti repentine di Charles ed Emely,
che scompare per poi far ritorno, attraverso l’agrodolce del recupero
memoriale, nella turbata condizione psicologica di parenti e amici, dal dramma
della protagonista, vissuto nel corso della vita mortale o eterna. Infine, tra
le pagine del romanzo, l’assillo, la consolazione, l’immortalità dell’arte, “Il
desiderio dell’artista di penetrare al di sotto della superficie, di capire
l’ombra e la luce..., L’arte dà esattamente ciò che prende”.
Un altro gemello di Charlotte, “ognuno di noi due aveva
l’altro..., Avevo il dono di sentire ciò che Charles stava provando...”, che
prevede la sua reazione emotiva
alle circostanze narrative, è sicuramente il lettore, che s’immedesima in lei.
Piacevole è, senz’altro, scoprire la continuità tra i capitoli e
ritrovare il personaggio che avevamo perso di vista, a volte, in un momento
narrativo che non sembrava, inizialmente, appartenere al presente, perchè
legato al passato, al mondo dei ricordi e degli affetti, ad una realtà onirica
e alle “visioni premonitrici” o, per es., all’ “Incubo” di Charlotte.
Nella
laguna dell’estrosa fantasia della struttura narrativo-interpretativa di
“Pretty dead”, guizzano, gradualmente, in crescendo, i brividi delle
eccitazioni giovanili di un vampiro e dell’horror soft. A partire dal capitolo
più lungo, “Ricordi delle grandi città Per Jared”, un anello tra due fasi
narrativo-creative, la trama diviene via via più complessa, l’horror soft si
accentua . La parte finale del romanzo lascia un senso di delusione e di
vacuità, come se Charlotte ci avesse raccontato un lunghissimo incubo.
Fantasia e realtà, nostra e non dei personaggi, ben
caratterizzati, collaborano ad una breve, significativa, carrellata storica dal
1925 al 2007, alla nostra contemporaneità e modernità. Charlotte e William visitano Roma,
Parigi, Manhattan, ecc.. L’atmosfera, dai colori marcati, ricca di particolari
e di alcuni salienti riferimenti all’attualità, alla moda e al costume , come
in un trailer di un film, tende al verosimile.
“Rabbia
contro il tempo, la storia, la memoria, e tutta l’umanità con la sua crudeltà
nei confronti della perdita infinita”.
Recensione di Simonetta De Bartolo
Scheda
Titolo: Pretty dead
Autore: Francesca Lia Block
Casa Editrice: Elliot
Anno Edizione: 2010
ISBN: 978-88-6192-120-7
Pagine: 125
Prezzo: Euro 12, 50
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Descrizione
I fuochi devastano Los Angeles assieme al cuore nero di Charlotte Emerson. Tutto brucia, si consuma e ritorna: l'eterna solitudine, il ricordo del fratello ucciso da una febbre assassina e traditrice, la ricomparsa del suo primo compagno dalle mire oscure, l'attrazione per l'ingenuo, forse troppo ingenuo Jared, la possibilità di nuove amicizie sempre destinate a durare poche albe, pochi tramonti... Sangue nelle vene, acido. Unghie che lacerano, macchiate di nero. Drappi rossi in un'antica villa. Un secolo di distruzione vissuto con i propri occhi. La vita è bella, ma la morte ti rapisce. Perché Charlotte è più che morta. Charlotte Emerson è una vampira. E il suo cuore di eterna peccatrice appartiene a Los Angeles.
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