giovedì 5 gennaio 2012
Il pendolo di Foucault – Umberto Eco [Recensione]
Fare una recensione su Il Pendolo di Foucault è davvero difficile. Ricordo la diffidenza dei professori di letteratura del liceo, che si arrendevano alla prima pagina, alla formula del pendolo, rinunciando a leggere un vero capolavoro della letteratura.
Difficile, divevo, perché si ha la sensazione (anzi, la certezza) di non essere proprio all’altezza.
Un libro che parla di storia, di filosofia, di religione, di informatica, di vita, di inganni, di illusioni, di… tutto, nel Pendolo di Eco c’è davvero di tutto.
E soprattutto c’è un concentrato di cultura che solo Umberto Eco poteva dispiegare in questo modo, intrecciando tutto questo a una trama avvincente e che tiene il lettore ancorato al libro fino alla fine (quello che ha detto Camon vale anche per me e per molti conoscenti che hanno letto questo capolavoro).
Un libro che può essere solo letto (nel senso che parlarne può essere riduttivo), e che a volte risulta difficile, proprio perchè Eco non tralascia nulla, gioca con la storia e con la sua immensa cultura, mettendo in difficoltà anche il lettore più colto.
Ma davvero non si può non rimanere che affascinati da questo romanzo incredibile e intelligente. Una prova di grande maestria.
Non lo nascondo: dopo Il Signore degli Anelli, è il libro più bello che io abbia mai letto.
Parere soggettivo, ma questo è quanto.
Voto: 5/5
Recensione di Andrea Franco
Scheda
Titolo Il pendolo di Foucault
Autore Eco Umberto
Prezzo € 10,00
Dati 2001, 702 p.
Editore Bompiani (collana I grandi tascabili)
ISBN 9788845247491
In sintesi:
…questo romanzo magico sulla magia, questo romanzo misterioso sul segreto e sulla creatività della finzione, questo romanzo tumultuoso, questo romanzo luminoso su un mondo sotterraneo…
(Jacques Le Goff, L’Espresso)
…come in un ricchissimo Alice nel paese delle meraviglie per adulti che hanno conservato le angosce dell’infanzia…
(Furio Colombo, La Stampa)
Da quando ho cominciato a leggere Il Pendolo di Foucault non sono più uscito di casa: ho, per così dire, sospeso la vita.
(Ferdinando Camon, Il Giorno)
(Estratto dalla quarta di copertina)
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