La Cina riesce a trafugare
qualche campione di Genesis dai laboratori di ricerca avanzata della Future Nanotech Corporation americana.
Si tratta del frutto di anni e anni di studi ai limiti della fantascienza, che
hanno assicurato al professore John Liang
il Premio Nobel per la Medicina. La bio-nanotecnologia applicata alla
medicina gli ha consentito di realizzare nano-macchine da iniettare nel sangue
di qualsiasi individuo, capaci di essere programmate all’insorgere di patologie
terminali, con lo scopo di guarirle, di ritornare inerti una volta raggiunto lo
scopo, e di essere poi riprogrammate per altri fini curativi. I ricercatori
cinesi sono riusciti a riprogrammare Genesis e a trasformarlo in un’arma
mortale; un virus micidiale capace di uccidere un uomo in poche ore: Nemesis.
L’impossibilità di riprodurre la matrice originaria sia di Genesis sia di
Nemesis, convince il Dragone cinese che l’unica soluzione per potersi
assicurare la supremazia del globo e scalzare finalmente il colosso americano
dalla sua superiorità è rapire John Liang. La delicata operazione non potrà
compiersi senza un valido alleato, lo Sceicco Nero Al Adham, grande azionista
della Arab Oil, società di estrazione
petrolifera araba e finanziatore della sventata operazione Phönix, che – con il supporto dell’organizzazione
neonazista Feuer Jugend – si era
riproposta lo scopo di distruggere Israele o comunque, nel migliore dei casi, di
mettere a ferro e fuoco l’intero Medio Oriente.
Sara Kohn, fisico asciutto e
muscoloso, intelligenza felina, una memoria imbattibile, donna dalla bellezza
mozzafiato, capelli fulvi e occhi verdi, ex-agente del Mossad, era riuscita a
sterilizzare il pericolo di Phönix. Uno
stupro di gruppo e due pallottole in corpo, frutto del tradimento del suo
stesso superiore, l’hanno resa cinica e dura, animata solo da una grande sete
di vendetta. Werner Klug, figlio di uno scienziato nazista, il sogno di
distruggere l’America e il sionismo, nemici di suo padre e del suo Paese, a
capo della Feuer Jugend, aveva messo
a punto il piano Phönix. Fallito
questo, è ora al servizio dello Sceicco Nero, genio del male scaltrissimo,
intollerante e rabbioso, con il quale non è facile convivere e dal quale non è
semplice accettare ordini per un uomo abituato alla leardership come lui. Approfittando
di un incidente nel quale Sara resta ferita, il diabolico Klug riesce a rapirla
e a iniettarle un campione di Nemesis consegnatogli dalla Cina. Dieci giorni:
sono quelli che ha a disposizione prima che Nemesis abbia effetto e riduca in
fin di vita lei e la sua nipotina Leeba, alla quale hanno iniettato lo stesso
virus. Dieci giorni: sono quelli nei quali, per salvarsi, dovrà portare a
termine una missione ai limiti del possibile.
Queste le linee essenziali che intessono l’ordito
dell’intricata trama di Nemesis,
spy-story nella quale le vicende si susseguono veloci e con stacchi repentini
che – in un sapiente montaggio alternato – spostano i personaggi come pedine su
una plancia da gioco, e costringono il lettore in uno stato di perenne apnea.
Frasi secche, brevi, molti punti, poca subordinazione. È tanta l’azione, tutto
è ritmo, incalzante susseguirsi di vicende che s’incastrano e s’intrecciano
come anelli di una catena. Il motore è spesso la vendetta, la ritorsione, la
sete di gloria – sia che si tratti di ragioni personali, sia che si tratti di
non troppo etici motivi patriottici. La morte coglie impreparati molti
personaggi, spesso i più deboli e coscienziosi; risparmia a sorpresa il più
cinico e spregiudicato. Infiniti i particolari tecnici, che arricchiscono le
pagine, incuriosiscono anche il lettore che non sia addetto ai lavori: si va
dalla conoscenza delle armi ai dettagliati studi relativi alla
bio-nanotecnologia, per finire alla minuziosissima varietà di software
all’avanguardia capaci di operazioni ai limiti della fantascienza, dei quali si
avvalgono la CIA e l’avversario cinese, così come la volpe Sara e i suoi fidati
collaboratori. Un romanzo, Nemesis,
che si lascia vedere, come un
avvincente film d’azione, carico di suspense
e colpi di scena che capovolgono le sorti dei personaggi riannodando fili che
si credevano pronti a sciogliersi. Un romanzo nel quale persino il lettore si
sente come inseguito da un assordante “tic-tac”, nel quale il Tempo è il
protagonista indiscusso e silente, meccanismo stritolatore capace di mandare
all’aria qualunque proposito d’azione, Signore assoluto al quale nessuno potrà
mai opporsi. Molti sono dunque gli ingredienti del genere, che tuttavia non
impediscono a Nemesis di considerarsi
un’ottima prova per lo scrittore ingegnere Lanciotti, il quale non smette mai di
stupire, e anzi offre al lettore un epilogo capace di allontanarlo dallo stadio
di pacificazione al quale le vicende pure sembravano condurlo, e di
immobilizzarlo nuovamente come di fronte a un agghiacciante rewind.
Recensione di Michela Romeo

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