È con piacere che quest'oggi pubblichiamo un'intervista inviataci da uno dei collaboratori di OperaNarrativa: Diego Di Dio. Una chiacchierata piacevole e colloquiale con Mauro Saracino (Asengard, Nulla Die), autore del romanzo Ali di tenebra, edito da Plesio Editore (2012). Vi lasciamo quindi al botta e riposta tra Di Dio e Saracino. Buona lettura a tutti.
DdD - Ciao Mauro, come stai?
Ciao Diego, molto bene. Sto cominciando ad avere i primi responsi per “Ali Di Tenebra” e sono parecchio soddisfatto. È sempre bello avere riconoscimenti per qualcosa su cui si è lavorato per mesi.
DdD - Toglici una curiosità. Hai da poco pubblicato il thriller "Il gioco della mantide", adesso è uscito "Ali di tenebra" e tra poco uscirà un altro libro per la Watson Edizioni. Tu che scrivi come un ossesso, cosa fai nella vita?
Quando non scrivo? In genere leggo e ascolto musica. Come disse Brian Keene: «La vita sociale è spesso sopravvalutata.»
DdD - Bene, ora parlaci di "Ali di tenebra". Spiegaci la trama in poche righe, per chi non la conosce.
È una guerra sovrannaturale, ma è anche la storia di due persone fatte di sangue e carne. Alessio è alle prese con una faccenda di droga e con un fratello in pericolo. Mayra è una delle poche persone a conoscenza della guerra in atto e consapevolmente combatte dalla parte delle tenebre. Le loro vicende sono però costrette a incontrarsi e il loro fragile equilibrio a spaccarsi. Anche perché le creature con cui hanno a che fare non sono lì a fare da contorno. Hanno una battaglia da vincere.
DdD - Come al solito, uno dei tuoi punti di forza sono i personaggi. Come in "Il gioco della mantide", anche qui abbiamo un personaggio maschile e uno femminile. Ce ne parli?
Innanzitutto grazie per averlo notato. Cerco sempre di dare un tocco più realistico possibile nel creare i personaggi, in modo da rendere credibile anche l'incredibile. Mi sono reso conto a posteriori di aver un po' rovesciato gli stereotipi in cui si ha il maschio forte che salva la fanciulla in difficoltà. Qui il personaggio più derelitto è infatti Alessio, alle prese con un lutto che si porta dietro da un po' e un possibile nuovo lutto all'orizzonte. Lo stesso lutto che Mayra è costretta a rivivere ogni giorno, anche se in modo diverso: infatti è lei stessa a dover uccidere ogni volta suo padre.
DdD - Com'è stato il tuo rapporto con la casa editrice Plesio?
Molto buono. Ho trovato lo staff della Plesio preparato e con molta voglia di fare. Sono nati da poco ma si stanno dando da fare per crescere. Sono sicuro che con questo spirito si affermeranno presto come una bella realtà nel panorama fantastico italiano.
DdD - Cosa ne pensi della piccola editoria italiana?
Difficile rispondere. Come in ogni ambiente abbiamo il bello e il brutto. Se da un lato troviamo piccoli editori che si battono come leoni per diventare grandi, ne abbiamo altri che sguazzano nel loro piccolo stagno, magari si lamentano e poi non fanno niente per migliorare.
DdD - Qual è stata la genesi e il percorso che ti ha portato alla costruzione di due storie così diverse, "Il gioco della mantide"(Nulla Die) e "Ali di tenebra" (Plesio)?
Non ci crederai, ma ancora una volta è stata la realtà a venirmi in soccorso. Infatti, il moto iniziale per scrivere “Ali Di Tenebra” è stata una situazione non dissimile dalla quale si trova il fratello del protagonista: un carico di droga non smaltito che avrebbe potuto causare qualche danno. Per fortuna la cosa mi ha toccato in modo molto marginale. La parte sovrannaturale del romanzo invece era nell'aria da un sacco di tempo, avevo solo bisogno che arrivasse alla maturità sufficiente per metterla su carta.
DdD - Vuoi lasciarci con una citazione del tuo horror, che possa invogliare il lettore a proseguire nella lettura?
Ti lascio con lo stesso stralcio presente sulla quarta di copertina:
Il ragazzo si appoggiò sul cofano di una Volvo e si mise a sorseggiare la birra, continuando a fissare la ragazza con sguardo divertito.
«Cosa vuoi?» gli domandò Mayra.
«Parlare», rispose lui, tornando serio. «Voglio solo capire perché diamine stai sprecando il tuo potenziale.»
«Oh, Dio. E da dove saresti venuto per farmi la ramanzina?»
«Da abbastanza lontano per chiederti di starmi a sentire.»
«Allora hai un lavoro da offrire o solo la paternale?»
«Dipende da te», rispose lui. «Se sei decisa a sterminare tutte le ali bianche non ho molto da offrire. Ma prima o poi dovrai cambiare target comunque.»
DdD - Grazie mille. Ciao, Mauro. In bocca al lupo.
Grazie a te per l'intervista. E crepi il lupo!

Nessun commento:
Posta un commento