Imperfetto futuro è già dal titolo un romanzo attuale. L’era della precarietà lavorativa che viviamo ha ripercussioni inevitabili sulla vita di coppia e sui rapporti interpersonali in generale. Prima prova narrativa della docente di lettere Cristina Bergomi, il romanzo descrive la vita di una famiglia come tante altre, quella di Giulia e Paolo, sposati da otto anni con due figlie ancora bambine, Anna e Camilla. Giulia, una laurea in legge nel cassetto, si è dedicata interamente al ruolo di madre e di moglie, che con dedizione e tenerezza si è cucita addosso, non senza sensi di colpa per aver rinunciato alla carriera di avvocato che le si profilava davanti dopo i suoi brillanti studi. Personaggio riflessivo, certamente malinconico, Giulia non può fare a meno di notare la recente distrazione del marito, i suoi silenzi sempre più prolungati, la rarefazione del desiderio verso di lei, il fastidio quasi fisico che prova quando le sta accanto. I sospetti, pur laceranti, presto lasceranno il posto alla ben più amara certezza: accidentalmente, Giulia scoprirà che la distrazione di Paolo ha un nome, Susanna; e soprattutto un volto, un corpo, una giovinezza da fare invidia. Un magma ribollente di odio e risentimento, rabbia e dolore, la assalirà e la accompagnerà per i giorni a venire. Forte, come spesso le donne più degli uomini sanno essere, Giulia decide tuttavia di non dire nulla a Paolo: silenziosa e reticente finge di credere agli improvvisi extra lavorativi di lui, e nel frattempo però prova a riprendersi in mano la vita, la sua, quella alla quale aveva abdicato in nome di un desiderio semplice: avere una famiglia solida, cementificata da affetti sinceri e leali, quella in cui alla sera i bimbi si addormentano con una fiaba letta dalla voce del papà. E così comincia la lunga e lenta risalita, il rimpossessamento di tutto il lasciato, il disseppellimento dei sogni non coltivati. Con tenacia e grande dignità, Giulia comincia a lavorare in un bar, forse s’innamora del proprietario, riprova la strada dell’avvocatura. L’antica bellezza riaffiora, e con essa la voglia di tentare ancora, di riamare, di tornare a vivere dal punto in cui si era smesso di farlo.
Lettura scorrevole, facilitata da una lingua piana e semplice, che non si spende in troppa retorica né ha la pretesa di farsi allusiva. Parole che dicono fatti, sembra questo l’imperativo della scrittrice. Parole che si soffermano sulle emozioni e sui sentimenti con la stessa chiarezza con la quale descrivono vicende, con la stessa volontà di definire, contornare, fare luce anche negli abissi insondabili dove spesso si annidano le questioni di cuore. I fatti si susseguono veloci: nel giro di poche pagine cambiano situazioni, cambia il punto di vista dal quale le guardiamo, cambiano le sensazioni; una voracità che ingoia il presente, consegnandolo a un imperfetto futuro. Questo infatti è il solo che il tempo di oggi ci riserva, noi, precari nella vita e negli affetti, costretti a una mobilità e a una flessibilità che male si allineano con il desiderio, pur umano e giustissimo, di stabilità, di solidità. Il futuro si sgretola, la società si fa liquida: al bisogno di aggregazione si unisce il timore del legame imperituro, la paura di restare impigliati. La storia di Giulia e Paolo è la storia di tanti di noi, che all’amore assegnano aspettative che via via si assottigliano, sogni che s’infrangono, desideri che muoiono nella noia del quotidiano, parole che si spezzano nella reticenza del non-detto. Ma è anche la storia di chi si sa rimettere in gioco, di chi rischia, di chi si lancia dal precipizio senza sapere sotto che cosa c’è.
«Eppure eravamo noi quelli seduti a quel tavolo otto anni fa. Eravamo noi quelli con le mani intrecciate e lo sguardo colmo di aspettative. Cosa ci è successo?»
«Ci è successa la vita».
Scheda del libro
| Titolo | Imperfetto futuro |
| Autore | Bergomi Cristina |
| Prezzo | € 14,50 |
| Dati | 2012, 150 p., brossura |
| Editore | 0111edizioni (collana LaRossa. Big-C) |
| Disponibile anche in ebook a € 8,99 | |

Nessun commento:
Posta un commento